Sindrome femoro rotulea

SINDROME FEMORO ROTULEA

Detta anche sindrome patello femorale, è una sindrome dolorosa che coinvolge l'articolazione tra la rotula (o patella) e la superficie trocleare del femore. La sua funzione principale sta nell’aumentare l’efficienza meccanica ed energetica del movimento di estensione del ginocchio.
La sua stabilità è garantita dalla geometria articolare, dal tendine rotuleo che collega la rotula alla tibia anteriormente e dai retinacoli che la collegano al femore medialmente e lateralmente.
La rotula ha forma convessa, mentre la troclea concava con un solco di circa 140°, che accoglie la patella nella sua escursione, dopo i 20° di flessione, fornendo stabilità quando aumenta la forza compressiva espressa dal quadricipite.
L'insabilità di questa articolazione fa sì che la rotula, invece che scorrere nella fossa trocleare tenda a spostarsi lateralmente, impattando sul condilo laterale del femore, causando dolore e a lungo termine usura della cartilagine articolare.

Il dolore femoro rotuleo è uno dei disturbi più comuni del ginocchio, colpisce il 22% della popolazione e ha un'incidanza maggiore nelle donne e negli atleti, principalmente i corridori.

Il sintomo predominante è il dolore anteriore e mediale della regione patellare del ginocchio durante i movimenti di flessione, come accovacciarsi, fare le scale, correre. In fase acuta il dolore si presenta anche in posizione eretta statica ed è accompagnato da gonfiore. Spesso il paziente avverte anche scrosci articolari.

Studi recenti (Naslud) sostengono che lo stress articolare determini la perdita dell’omeostasi articolare e una riduzione del flusso ematico rotuleo. Condizione imputata come responsabile dello sviluppo del dolore. Le cause principali sono:
- Ipotonotrofia del muscolo quadricipite; la debolezza di questo grosso muscolo non permette alla rotula di scorrere correttamente nella troclea femorale. Periodi di allettamento prolungati, di immobilizzazione con gesso e di riduzione temporanea del carico sull'arto inferiore sono le condizioni più comuni che provocano l'ipotonotrofia.
- Alterazioni congenite della forma anatomica di rotula e troclea, che compromettono la stabilità dell'articolazione
- Valgismo del ginocchio, allineamento posturale in intrarotazione del femore e extrarotazione della tibia (classico atteggiamento a X della gamba), in cui la rotula tende biomeccanicamente a spingersi lateralmete impattando sul condilo femorale..
- Alterazioni della dinamica dell'arto inferiore per difetti posturali: debolezza dei muscoli medio e grande gluteo e rigidità della bandeletta ileo-tibiale durante attività ad alto carico inducono l'arto inferiore ad atteggiarsi in valgismo e spingere la rotula lateralmente.
Anche instabilità della caviglia possono provocare tale atteggiamento posturale a causa della caduta della volta plantare in pronazione del piede.

La diagnosi è clinica e radiografica. La clinica è effettuata dal medico fisiatra e ortopedico attraverso un'esame fisico. La radiografia in proiezione assiale sull'articolazione femoro-rotulea permette di valutare alterazioni morfologiche congenite e/o un'iniziale artrosi. La risonanza magnetica mostra lo stato di integrità o lesione del tendine rotuleo, dei retinacoli e la presenza di versamento articolare.
Non meno importante è la valutazione fisioterapica che approfondisce eventuali difetti posturali di tutto l'arto inferiore in posizione statica e durante il movimento, che possono determinare lo stress articolare. Valuta la qualità del movimento, la forza muscolare e le retrazioni che impediscono la precisione del movimento articolare.

Il trattamento è chirurgico solo in casi di lussazione recidivante e di grave artrosi femoro-rotulea.
In tutti gli altri casi l'approccio è conservativo e riabilitativo. Il riposo momentaneo dall'attività sportiva è indispensabile per una buona prognosi.
Le terapie fisiche aiutano a velocizzare la risoluzione dell'infiammazione sono:
- Tecarterapia per riassorbire l'edema e risolvere le contratture muscolari (es della bandeletta ileo-tibiale)
- Laser per vascolarizzare e disinfiammare tendine rotuleo e retinacolil
- Onde d'urto in casi di calcificazioni periarticolari e tendinee
Una volta risolta la fase infiammatoria l'approccio riabilitativo è essenziale per ripristinare la corretta dinamica articolare del ginocchio e per correggere gli atteggiamenti posturali errati.
I punti chiave della riabilitazione della sindrome femoro-ritulea sono:
- rinforzo muscolare di quadricipite, medio e grande gluteo e del m. tibiale posteriore
- stretching della bandeletta ileo tibiale, dei femorali e dei tricipiti surali (polpaccio)
- mobilizzazioni della rotula
- massaggio dei retinacoli
- stabilizzazione posturale e del bacino attraverso il rinforzo degli addominali, sopratutto obliqui
- kinesiotaping
- esercizi propriocettivi

ginocchio

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